Attenzione

Le opinioni espresse in questo testo potrebbero non coincidere con le vedute della medicina ufficiale.
Esse non sostituiscono in nessun modo il parere del medico curante.
L’autore non si assume nessuna responsabilità per un uso improprio delle informazioni contenute nel testo.

Dr. Armando Vecchietti – www.cellulacancerosa.it

L’oncologia moderna ipotizza che il cancro si sviluppi per cause virali, biochimiche, genetiche o per un deperimento dei meccanismi immunitari.
Molti ricercatori credono che presto si troverà un vaccino o che le cellule staminali risolveranno il problema.
Da qualche tempo si parla anche di farmaci “intelligenti” o terapie personalizzate.
Tutte le ipotesi di ricerca hanno però disatteso le aspettative e il cancro resta ancora un mistero.

Dopo oltre cinquant’anni di ricerche e milioni di dollari spesi, ciò che di veramente importante si sa del cancro può essere riassunto su mezza pagina di quaderno.
Nonostante ciò, quasi tutti gli oncologi ostentano in pubblico una disinvolta sicurezza, parlano di percentuali di guarigione altissime e affermano che presto il cancro sarà definitivamente sconfitto.
Di fatto, i malati oncologici non hanno nessuna vera arma a disposizione e molte delle loro sofferenze sono più dovute alle cure che non alla malattia in se stessa.
Per l’oncologia ufficiale, il tumore e le cellule cancerose sono la malattia.

Per questo motivo la cura consiste ancora nell’asportazione chirurgica della massa tumorale o nel tentativo di distruggere le cellule cancerose con radiazioni o sostanze chimiche.
In altre parole la cellula cancerosa è ancora considerata l’unico bersaglio dell’intervento terapeutico a causa della premessa meccanicista che essa sia la causa della malattia.

Spiegare quindi come il cancro funziona veramente diventa fondamentale per la sua comprensione e per un approccio terapeutico serio.

Le due fasi del processo canceroso

Il cancro si sviluppa passando attraverso due fasi uguali e contrapposte.

  1. Nella prima fase avvengono tutte quelle modificazioni che portano i tessuti biologici a disgregarsi vescicolarmente con conseguente riorganizzazione delle vescicole stesse e successiva nascita delle cellule cancerose.
  2. Nella seconda fase avviene il processo inverso, ovvero la morte delle cellule cancerose che compongono la massa tumorale e la loro decomposizione putrida all’interno dell’organismo.

Mentre durante la prima fase il malato convive anche per anni con la malattia, a volte senza nemmeno accorgersi di averla, la seconda fase è molto più breve e porta il malato alla morte in poche settimane.
Qui di seguito vedremo brevemente come tutto ciò avviene.

L’enigma della cellula cancerosa

Uno tra i misteri irrisolti del cancro è sicuramente il modo con cui si formano le cellule cancerose.
Per la ricerca oncologica classica la cellula cancerosa origina da un’anomala mutazione genetica nel DNA di una cellula sana.
È infatti opinione corrente che quando si sviluppa un cancro una o più cellule sane, in precedenza tranquille, cominciano ad “agitarsi”.
Tali cellule cominciano a dividersi rapidamente attuando una vigorosa proliferazione formando da lì a poco la massa tumorale vera e propria.
Le cellule cancerose, contrariamente alle cellule sane, possono dotarsi di movimento ed avere la capacità di infiltrarsi nei tessuti circostanti.

Com’è possibile che una cellula sana, immobile, che vive e funziona in armonia con tutte le altre cellule sane si differenzi da esse, acquisti motilità e diventi “selvaggia” riuscendo a distruggere un organismo per altri versi sano?

Sapendo che dal punto di vista vitale la cellula cancerosa è una struttura molto più debole di una normale cellula sana e può essere distrutta facilmente, la cosa sembra abbastanza strana.

Com’è possibile che ciò accada?

La ricerca oncologica tradizionale fino ad oggi non è riuscita a dare una risposta soddisfacente e di fatto non sa ancora assolutamente nulla di certo su cosa realmente succeda tra lo stato di salute e quello di malattia.

L’orgonomia sa invece che nelle cellule e nei tessuti interessati avvengono una serie di processi che annunciano e precedono con molto anticipo la cellula cancerosa vera e propria.
Vedremo presto come la cellula cancerosa e il susseguente tumore maligno rappresentano solo la manifestazione più vistosa della malattia.

Se la lotta contro il cancro non ha fatto veri progressi, ciò è dovuto alla convinzione che si è continuato a ritenere il tumore locale come la malattia vera e propria ignorando invece che il cancro è una malattia globale che riguarda tutto l’organismo.

Abbiamo detto che la cellula cancerosa pienamente sviluppata, in realtà è il prodotto finale di una lunga serie di processi che avvengono nei tessuti colpiti.
Durante la sua formazione si attraversano delle fasi tipiche che sono assolutamente assenti nelle cellule e nei tessuti sani e che possono essere riassunte come segue:

a) Formazione di vescicole all’interno delle cellule (Disgregazione vescicolare)

Osservando con un microscopio ottico cellule viventi e sane, esse hanno un aspetto sostanzialmente “pulito”.
Normalmente si riconosce una membrana cellulare che delimita uno spazio interno (citoplasma) entro cui galleggia un nucleo e ad un ingrandimento di 300x non si notano al suo interno altri organuli (fig.1).

Figura 1

Nei tessuti biologici che stanno scivolando verso una patologia oncologica, le stesse cellule osservate in vivo, appaiono in maniera molto diversa mostrando al loro interno un’intensa presenza di vescicole.

La perdita della normale struttura delle cellule mediante formazione di vescichette, diventa il primo segnale del possibile inizio di una degenerazione cancerosa (fig.2).

Figura 2

b) Aggregazione, fusione e ri-organizzazione di queste vescicole in nuove strutture.

Le vescicole che in un primo tempo erano omogeneamente distribuite all’interno della cellula, ora si aggregano e si fondono tra loro formando una nuova struttura (fig. 3a-b-c).

Figura 3a

Figura 3b

Figura 3c

Con il tempo tutte queste nuove formazioni producono una membrana e tendono a staccarsi.

c) Trasformazione ed evoluzione in strutture a clava prima immobili poi in movimento.

Lo stadio successivo è dunque il distacco di queste nuove formazioni.

Una volta libere esse maturano ulteriormente allungandosi ed assumendo una più evoluta forma a clava.
È importante notare che nell’uomo, nessun tessuto biologico è formato da cellule con questa forma.
Ci troviamo infatti di fronte ad una nuova cellula che possiamo definire come pre-tumorale.
Questa forma è tipica, unica e normalmente la sua presenza precede la formazione della massa tumorale.

Come vedremo tra poco, questa particolare caratteristica e la sua facile individuazione in vivo con un semplice esame microscopico la rendono utilissima e d’importanza fondamentale per una diagnosi precocissima.

La presenza di questo tipo di cellula, abbinata alla presenza di altre figure, denunciano in maniera inequivocabile un processo canceroso. Va detto che in questo stadio, l’oncologia ufficiale, con i propri test, non individua ancora nessuna presenza di cellule cancerose o tipo di tumore e quindi non c’è malattia (fig. 4a-b-c-d-e-f-g-h-i).

Figura 4a

Figura 4b

Figura 4c

Figura 4d

Figura 4e

Figura 4f

Figura 4g

Figura 4h

Figura 4i

d) Conseguente sviluppo di cellule mobili simili ad amebe fluttuanti

Allo stadio finale della malattia, le cellule cancerose maturano fino a diventare organismi unicellulari mobili di dimensioni e forme diverse (fig. 5).

Figura 5

Il tessuto canceroso in decomposizione è sempre putrescente e il prodotto finale è sempre formato da una straordinaria quantità di micro-organismi che Reich ha chiamato bacilli T.
Essi ci interessano per una sola funzione biologica importante: aggrediscono le cellule sane inducendole a disgregare vescicolarmente ed in questo modo chiudono il cerchio.

Sono i bacilli T che costituiscono il vero grave problema del cancro e il vero grave pericolo per l’organismo.

  • Maggiore è il numero delle cellule cancerose morte, maggiore sarà l’intossicazione T che scaturirà dalla loro decomposizione.
  • Maggiore è l’intossicazione T, maggiore sarà il numero delle cellule sane aggredite e indotte a produrre la reazione bionica vescicolare.
  • Maggiore è la reazione bionica vescicolare, maggiore sarà la formazione di nuove cellule cancerose dando inizio ad un nuovo ciclo e al giro vizioso che porterà il paziente alla morte.

Si intuisce allora che una buona terapia oncologica non dovrebbe risiedere nella diretta distruzione del tumore o delle cellule cancerose.

L’azione diretta contro la massa tumorale o l’uccisione delle cellule cancerose porta alla produzione anticipata di miliardi di piccoli, nuovi cadaveri (le cellule uccise) che andranno in putrefazione anticipatamente, producendo bacilli T all’interno di un corpo già debole e  provato.

Una vera terapia, dovrebbe al contrario espellere dal corpo il più velocemente possibile e nel modo più radicale i prodotti della putrefazione e della decomposizione invece di generarne di nuovi.

La capacità di auto pulizia dell’organismo è data dallo stato energetico dell’organismo stesso ed è possibile coglierla con due semplici test che si eseguono sul sangue.
Va detto che un organismo bio-energeticamente scarico può produrre corpuscoli T anche da semplici lesioni traumatiche dei tessuti.
Può succedere quindi che anche semplici scottature o ferite possono produrre bacilli T.

Se il tessuto coinvolto è ampio come per esempio in estese e profonde scottature, se le cellule coinvolte nella lesione sono energeticamente scariche, andando in putrefazione producono enormi quantità di bacilli T.

In un organismo scarico energeticamente, i primi bacilli T scaturiti da queste prime lesioni traumatiche possono già iniziare a colpire le prime cellule “sane” più deboli stimolando la loro reazione vescicolare innescando così il processo canceroso.

La formazione e la riorganizzazione vescicolare produrranno le prime cellule cancerose.

Classica è anche la formazione di tumori dal danneggiamento causato da una protesi dentaria.
Quello che conta in questi casi, non è il danneggiamento locale del tessuto come erroneamente si pensa, bensì la carica energetica di partenza dell’organismo e delle cellule danneggiate.

Sarebbe opportuno che in medicina si capisse che l’agente e la causa patologica specifica diventano attivi soltanto quando l’organismo lo consente.

Il primo vero passo nello sviluppo di un tumore maligno quindi non è la reazione vescicolare delle cellule “sane” o della cellula cancerosa, ma la quantità di corpuscoli T presenti nei tessuti che riescono ad innescare il processo vescicolare colpendo cellule a bassa carica energetica.

Vediamo come avviene il processo.

I bacilli T possono essere ritrovati anche in organismi sani e questo può sembrare un contro senso.
Va quindi spiegato che l’organismo sano non si distingue da quello canceroso per l’assenza di corpuscoli T ma per la sua carica energetica, cioè per la capacità di tenerli a freno e per la bassa disponibilità dei suoi tessuti a disgregarsi in essi.

La tendenza al cancro è quindi un fatto universale e continuo, ne consegue che non esiste un vero e proprio elemento cancerogeno.
Fino a che l’organismo è forte, ogni bacillo T generato dai vari “cancerogeni”, viene annientato e reso innocuo.

La predisposizione al cancro si può quindi determinare con test energetici e non con test biochimici.

Ciò è possibile osservando la resistenza biologica del sangue e dei tessuti alla putrefazione che a sua volta è determinata dalla carica energetica e dalla potenza dell’organismo (è su questo presupposto che si basano i test del sangue per la diagnosi precoce di cancro di Wilhelm Reich).

Il processo canceroso

Che cosa succede nei tessuti quando l’infezione T è troppo forte e la reazione vescicolare dell’organismo è troppo debole?

L’aggressione dell’infezione T stimola in modo del tutto naturale la reazione delle cellule energeticamente più deboli che per difendersi iniziano a produrre vescicole (i dettagli di questo comportamento saranno spiegati in un altro contesto).
Più le cellule attaccate sono scariche, più compensano la loro debolezza con una maggiore produzione di vescicole.
Quando la cellula è scarica energeticamente, le vescicole che si formano sono quindi più piccole ma più numerose.

L’affollamento di queste vescicole favorisce la loro naturale capacità di aggregazione fino a diventare le nostre conosciute cellule cancerose così come descritto nei vari passaggi delle pagine precedenti.
Se tali vescicole non avessero la naturale predisposizione ad aggregarsi, la cellula cancerosa molto probabilmente non esisterebbe.
In se stessa, l’aggregazione vescicolare e la successiva evoluzione non è un fenomeno patologico ma un comportamento naturale e spontaneo.
Tale comportamento non è modificabile chimicamente o farmacologicamente in quanto è un processo energetico.

Si intuisce allora che le cellule cancerose non nascono o non si formano come portatrici di malattia.
Esse non sono la causa diretta del cancro ma un prodotto spontaneo, del tutto secondario.
Derivano dalla naturale e spontanea riorganizzazione delle vescicole che si formano dalla disgregazione vescicolare di cellule scariche energeticamente quando sono attaccate dai bacilli T.
La patogenicità del cancro quindi non risiede nella cellula cancerosa in se stessa.

Abbiamo detto sopra che il processo canceroso si svolge in due fasi contrapposte.
Abbiamo anche visto come la prima fase è caratterizzata dalla:

  • Produzione di corpuscoli T dalle cellule bio-energeticamente più deboli.
  • Reazione vescicolare come reazione difensiva delle cellule.
  • Riorganizzazione naturale delle vescicole in cellule cancerose.
  • Formazione della massa tumorale.

A tutto questo segue una seconda fase più importante ed inversa alla precedente.

  • Essa inizia con la morte delle cellule cancerose che hanno completato il loro ciclo vitale e con la loro successiva putrefazione all’interno del corpo (necrosi della massa tumorale).
  • Ne consegue una continua, massiccia, progressiva ed accelerata intossicazione del sangue da parte dei bacilli T e batteri della putrefazione.
  • Essa termina con la cachessia e putrefazione generalizzata di tutto l’organismo e conseguente morte.

Giunte al termine del loro ciclo vitale, le cellule cancerose ormai mature muoiono, vanno in putrefazione e si decompongono in bacilli T producendo una più intensa putrefazione del sangue e dei tessuti con una intossicazione generalizzata e totale dell’organismo.

La morte del paziente non è imputabile alle cellule cancerose vive ma alla putrefazione di quelle morte e la successiva produzione di bacilli T.
Se all’inizio della malattia la formazione delle prime cellule cancerose procura un danno limitato localmente, la successiva morte delle cellule cancerose che compongono la massa tumorale è invece la causa della gigantesca putrefazione accelerata di tutto il corpo.
È per questo motivo che all’inizio il paziente canceroso sembra rispondere bene alle terapie tradizionali ma poi crolla quasi di colpo annientato da una cachessia galoppante che lo porta alla morte in poco tempo.

Contrariamente alla prima fase che può durare anche degli anni, la seconda fase dura soltanto poche settimane.

La formazione dei bacilli T e la putrefazione delle cellule cancerose sono quindi causa ed effetto del processo canceroso.
Questo aspetto ha enorme importanza ai fini terapeutici.
Quando il tumore, i tessuti ed il sangue sono nella fase della decomposizione putrida (Ca5), si forma una quantità così grande di bacilli T da rendere inutile ogni terapia.

Conclusioni

  1. La cellula cancerosa non è la causa del cancro ma la conseguenza.
  2. La cellula cancerosa non si forma come portatrice di malattia o di morte ma come prodotto secondario e come reazione di difesa dell’organismo.
  3. Le terapie che uccidono la cellula cancerosa sono quindi inutili, anzi dannose, poiché agiscono sulla conseguenza e non sulla causa.
  4. Tutti i tipi di cancro conosciuti hanno una sola origine e sono in realtà una e la stessa malattia in quanto i precursori delle cellule cancerose sono gli stessi per tutti i tipi di tumore solido.
  5. Il vero problema per il paziente canceroso non risiede nella cellula cancerosa viva, ma nella putrefazione di quella morta.
  6. La tendenza al cancro è un fatto universale, non esiste un vero e proprio elemento cancerogeno.
  7. Osservare la reazione vescicolare delle cellule, la loro riaggregazione ed evoluzione nei precursori delle cellule cancerose ci permette una diagnosi molto più precoce che anticipa di molti anni i comuni test oggi in uso dall’oncologia.

 

Puoi trovare maggiori approfondimenti sugli argomenti trattati su:

https://youtu.be/I0nQLkt0kt0

 


Sono il dr. Armando Vecchietti,

Abito a Civitanova Marche in provincia di Macerata e lavoro in un laboratorio di analisi di mia proprietà, ad Appignano.
Ho studiato Scienze Biologiche a Camerino dove mi sono laureato nel 1977.
Ho conosciuto Reich e l’orgonomia per la prima volta nel 1972 con il libro “La Biopatia del Cancro”.
Sono rimasto affascinato e folgorato da quelle scoperte tanto da essere spinto a studiarle più approfonditamente ripetendo numerosi esperimenti orgonomici.
E’ in questo modo che mi sono avvicinato e poi interessato al cancro, prima studiando la cellula cancerosa dal punto di vista orgonomico, poi verificando e confermando tutta l’impostazione orgonomica di Reich.
Dopo la pausa per il militare ho iniziato di nuovo a lavorare, questa volta nel mio laboratorio di analisi chimico cliniche che nel frattempo avevo aperto.
In questo mio lavoro, la grande quantità e la facilità con cui potevo reperire materiale biologico mi ha facilitato la verifica delle numerose e geniali osservazioni fatte da Reich sui pazienti cancerosi.
E’ dunque in questo ambiente che per oltre 20 anni, con questa grande disponibilità di materiale biologico si é sviluppata e ancora continua, la mia ricerca preparazione orgonomica.
L’esposizione a livello globale è stata invece facilitata dall’avvento della tecnologia digitale e dal nascente Internet.
Quest’ultimo mi ha messo nelle condizioni di mostrare al mondo intero il mio lavoro che oggi é riassunto nel sito www.cellulacancerosa.it e sul mio canale YouTube.
Da questa finestra sul mondo sono nati contatti importanti che mi hanno portato a farmi conoscere ed apprezzare da un numero sempre crescente di persone e medici ricercatori.
Sono stato relatore in decine di convegni sia in Italia che all’estero ed altri sono già in programma.
Interessantissima e molto completa scientificamente, è stata una mia intervista per una televisione del nord Italia di cui consiglio la visione e allego il link:  https://youtu.be/I0nQLkt0kt0
Ho pubblicato anche articoli della mia ricerca orgonomica su:
 – Rivista: Scienza e Conoscenza nr. 35 febbraio 2011 (pubblicazione dell’articolo: Cancro e orgonomia: l’Eredità di Reich), un altro articolo è apparso sul nr. 70 del 2019.
I siti che ospitano on line in tutto o in parte, brani estratti dalla mia ricerca sono ormai numerosi sul web. Attualmente sono tra i pochissimi professionisti in Europa ad eseguire test energetici secondo le direttive orgonomiche ricevendo contatti anche dall’estero per chiarimenti o consigli.
Nel 2007 ho fondato una Onlus con il nome Co.Ri.Org ovvero COnsulenze e RIcerche ORGonomiche con la quale ci proponiamo di divulgare l’orgonomia e nello stesso tempo di confrontarci con l’oncologia classica allo scopo di rendere più visibile, trasparente e legale il rapporto con essa.
Nel 2013 sono stato tra gli organizzatori e tra i relatori del Primo Congresso Mondiale di Orgonomia che si è tenuto a Roma con la partecipazione di ricercatori provenienti da diverse parti del mondo.
Attualmente la mia ricerca orgonomica sul cancro si sta spostando dai semplici esperimenti di laboratorio e test oncologici di diagnosi precoce, all’uso dell’accumulatore orgonico.
La verifica delle sue benefiche proprietà di ricarica sugli organismi ci sta aprendo soluzioni inaspettate.
Credo inoltre di possedere forse il primo archivio/atlante in Europa di foto al microscopio che mostrano i precursori delle future cellule cancerose e un archivio con i grafici delle variazioni della temperatura basale che si osservano in coloro che usano l’accumulatore orgonico.
Le prime sono cellule che anticipano le cellule cancerose vere e proprie e nei test orgonomici ci permettono di diagnosticare una patologia oncologica con numerosi anni di anticipo sui comuni test usati dall’oncologia ufficiale, dai grafici possiamo invece monitorare l’organismo e vedere come esso migliori il suo stato di salute durante la sua stessa ricarica.

Corridonia,  28 febbraio 2023
Armando Vecchietti