Contemplazione

Immagina di trovarti non solo di fronte a un altro essere umano, ma di fronte alla vasta e luminosa presenza dell’Esistenza. Immagina che questa Presenza veda te, sempre, non i tuoi successi, non i tuoi fallimenti, non la tua personalità costruita con cura, ma te in ogni tua intima veste. Il Tu essenziale dietro i veli. Vede il cuore tremante, le paure inespresse, le ferite nascoste, i desideri reconditi, i segreti inconfessati, le speranze vacillanti, la scintilla radiosa di pura consapevolezza che anima tutto. E il suo sguardo non è di giudizio, ma di infinita e incondizionata accettazione; il manto con cui ti avvolge è tessuto di pura compassione. È l’egida della Madre dei mondi, lo sguardo dell’Occhio onnisciente che tutto vede, è il Timor di Dio che accompagna ogni tuo gesto, è il Fuoco incolore che anima ogni tuo respiro, è puro Amore che si riconosce in te.

Questa è la realizzazione ultima del coraggio di essere vulnerabili. È la consapevolezza che siamo sempre già l’Essere, visti dall’intelligenza profonda della Vita, incisi dal tessuto stesso della Cosxienza.

La nostra vulnerabilità non è una competizione con un universo potenzialmente ostile, ma un’apertura all’universo che è il nostro essere più profondo. Quando lasciamo cadere l’armatura, smettiamo di nasconderci a questo sguardo eterno e amorevole. Usciamo dall’ombra dell’immagine ideale ed entriamo nella Luce della nostra vera natura.

La sacra pratica della vulnerabilità è, quindi, l’atto continuo e coraggioso di dissolvere i muri di separazione. È offrire la materia prima della nostra esperienza umana, le nostre gioie e i nostri dolori, i nostri punti di forza e le nostre fragilità, non come difetti da nascondere o pregi da osannare, ma come la sostanza stessa attraverso cui la luce divina dell’Essere eterno cerca espressione e riconoscimento.

In quell’offerta, in quell’apertura all’essere visti per ciò che siamo, scopriamo un terreno incrollabile; scopriamo la nostra innata invulnerabilità. Scopriamo che l’Amore che cercavamo esternamente era sempre l’Essenza interiore in paziente attesa che l’armatura cadesse. Realizziamo, come sapevano gli antichi saggi, che l’Amata che cerchiamo è la nostra Essenza, e l’Amato non è altro che il nostro Essere svelato, invulnerabile, infinitamente coraggioso ed eternamente intero.

Illuminato dalla Luce interiore il veggente intona: Tat Tvam Asi, Tu sei Questo…

In conclusione, sono le persone disilluse e insoddisfatte della Vita che maturano la necessaria onestà interiore per intraprendere VOLONTARIAMENTE la ricerca della Verità. Tuttavia, anche per costoro che anelano sinceramente alla Verità la via si rivela difficile, perché ciò che trovano nel viaggio dentro sé raramente corrisponde alle loro aspettative iniziali. Ecco perché il primo gradino della scala spirituale è per sua natura irto di difficoltà ed è considerato il tratto più difficile da percorrere; ed ecco perché questo processo di transustanziazione dalla Tradizione è definito Nigredo o Opera al Nero.

 

Pratiche dedicate a questo spazio d’esperienza

LA PAUSA PRIMA DELLA RISPOSTA: Prima di parlare, fai una pausa. Ascoltati. Ciò che stai per dire è vero? Necessario? Reale? O è una “performance”?

CHIEDI SENZA LE STRATEGIE DELL’ASPETTATIVA: Prova a chiedere ciò di cui hai bisogno, non come una manipolazione dettata dalla pretesa, non per ottenere conferme, ma come un dono di onestà.

VIVITI IL SILENZIO: Siediti in silenzio da solo. Niente chiacchiere, niente ruoli, niente ansie. Solo Presenza. Nota cosa emerge in assenza di pretesa o aspettativa, nota come tutto è vivo, tutto è semplice.

SCRIVI LA LETTERA MAI SPEDITA: Scrivi a qualcuno o a te stesso ciò che più desideri dire, senza filtri. Poi leggilo dopo qualche minuto, se possibile ad alta voce. Senti cosa evoca, cosa muove, cosa tocca.

RIVELA LA SINCERITÀ, POI RESTA…: Rivela una piccola verità: “Mi sento inadeguata, inadeguato, ansioso”, “Ho paura che mi giudicherai”, “Non sono sicura di farcela”. Dopo aver espresso, invece di scappare resta sul sentire. Respira. Lascia che l’emozione si manifesti e lo spazio ti accolga. Sperimenta la libertà di essere piccola, indifeso, inadeguato… vulnerabile.

Questi non sono semplici esercizi emozionali. Sono pratiche spirituali, micro-abbandoni che animano l’accoglienza e indeboliscono l’ego rafforzando la presenza del Cuore.