La mappa non è il territorio; è l’esperienza diretta del territorio che attesta la veridicità della mappa…

Quindi, è utile ricordare che stiamo usando modelli religiosi e socio culturali personalizzati (mappe mentali per lo più ereditate) validi fino a prova contraria, e quantunque questi siano suffragati da basi empiriche o storiche, sono da ritenersi comunque ipotetici. Tutti i modelli mentali a cui accede l’uomo sono rappresentazioni astratte, immaginate in cosxienza: strutture logiche interpretate dalla mente analitica che le codifica attraverso immagini, simboli e proposizioni, e questi modelli non possono mai rappresentare o essere una verità assoluta.

Lo stesso vale in ambito spirituale: ogni forma di insegnamento esoterico o essoterico, così come tutta la scienza, dovrebbe sempre essere approcciato con spirito critico. Finché il modello ci aiuta a comprendere aspetti del nostro mondo interiore va bene, anche se queste spiegazioni a volte possono sembrare teorie stravaganti e assurde. Bisogna non dimenticare che le narrazioni “fuori dalla norma” animano quel Pensare Attivo capace di evocare e risvegliare ciò che in noi è sopito. Insomma, basta che funzioni, va bene che la mappa o il racconto siano anche applicabili e funzionali nella propria esperienza conoscitiva, e mentre cerchiamo di farli funzionare e conoscerci, meditando e ragionando, magari intuiamo una nuova realtà non dettata dalle nostre credenze o dalla nostra mappa personalizzata; così, esperienza dopo esperienza, ci scopriamo dotati di un altro cuore e di un’altra mente, le vere porte che aprono alla Gnosi.

Ricordiamo: la vera conoscenza ci orienta alla Causa di tutte le cose, e la Gnosi mistica è la sola via che conduce in quell’oltre a cui ogni anima anela. La vera Arte d’amare è forgiata nella Gnosi di sé: è inconfutabile che la sola cosa che non può mai essere ridotta o sottratta sia la conoscenza di sé.

La conoscenza di sé è la realtà dell’Essere, e questo è un territorio senza mappe, perché questa realtà non possiede modelli o regole, non ha un’etica o una morale, non nasce e non muore, non vince e non perde, non si evolve, non giudica e non interpreta, non necessita di struttura; tutte queste sono qualificazioni umane che limitano l’infinità della nostra Essenza.

L’infinito reame del nostro Essere si estende su un campo di ricorsione modulare di infinite possibilità; l’uomo che aspira a conoscere se stesso è chiamato a sperimentare queste possibilità e, nella misura che gli è concesso, essere il suo stesso Assoluto.

 

I limiti della tua mente definiscono i confini del tuo mondo: l’unico modo per scoprire i limiti del possibile è superarli e arrivare all’impossibile.
L’ideale più alto concede la più eletta e duratura Gioia.