Nessun uomo è un’isola, siamo tutti parte di un vasto continente, in cui ognuno per muoversi consulta la propria “mappa personale”. In quest’ampio spazio d’esperienza esistono varietà e differenziazione, ma questo non ci rende separati, anzi, a ben vedere ci arricchisce. Tuttavia, la “mappa personale” non è la totalità del continente e se l’uomo vuole davvero conoscere il territorio è chiamato ad esplorarlo, sperimentarlo, viverlo, esserlo.

La fisica e la matematica hanno codificato e tradotto il mondo in concetti, formule e teoremi – mappe – con cui possiamo scrivere, comprendere, calcolare, fare progetti e anche prevedere il mondo degli eventi. Eppure questi modelli non sono che mappe mentali, metriche che ci aiutano a semplificare e ad orientarci nel dedalo della vita. Queste mappe vivono nella nostra mente, e la ragione di ciò che determinano è la stessa ragione che, consapevoli o meno, noi fedelmente seguiamo. Essendo questa la nostra logica, non ci accorgiamo che in fondo tutte le teorie (mappe mentali) sono ipotetiche perché ogni verità è sempre contenuta in una più grande, e questa è a sua volta contenuta in una più grande ancora.

Dalle religioni al mito, dalle scritture sacre fino alla relatività e alla meccanica quantistica, ogni disciplina o forma di insegnamento descrive sempre rappresentazioni simboliche della realtà, smentibili fino a prova contraria, e quindi confutabili o migliorabili.

L’uomo, nel conoscere se stesso, comprende che per rappresentare la propria realtà si è proiettato fuori da sé disegnando una mappa personalizzata, e a forza di crederci e condividerla con gli altri l’ha creduta come verità assoluta. Queste possono sembrare analogie e supposizioni, ma è un fatto che molto spesso, senza la necessaria conoscenza e senza argomentazioni valide, si danno per verità cose soltanto lette o ‘sentite’. Eppure, ogni verità quando indagata con discernimento spesso si rivela solo una mera ipotesi. Il Principio di polarità insegna che tutto è duale, tutto ha due poli, ogni cosa “è” e “non è” allo stesso tempo, ogni verità non è che una mezza verità e al contempo una mezza falsità, e tutti i paradossi possono essere riconciliati.

La mappa non è il territorio; è l’esperienza diretta del territorio che attesta la veridicità della mappa…