Non c’è un sentiero. Ma il Sentiero Senza Sentiero, e una volta intrapreso il primo passo… congratulazioni, sei già perso. Nel sentiero di crescita interiore perdersi è la porta d’ingresso, è come non arrivare mai da nessuna parte e arrivare ovunque… La mente colleziona mappe e cerca indicazioni per arrivare, mai, in nessun luogo… La personalità brama un localizzatore satellitare per il Nirvana… “Gira a sinistra al distacco, evitare le trappole emotive, prosegui dritto verso l’illuminazione”. Ma il Sentiero Senza Sentiero sorride; una fragorosa risata di pancia che echeggia nell’eternità, e sussurra: “Come troverai ciò che non è mai stato perso?”.

Un giorno un discepolo chiese alla sua insegnante: “Qual è la strada?”. Lei rispose: “Vai dritto”. Lui aggrottò la fronte. “Ma dritto dove?”. Lei sorrise. “Esattamente…”. Il Sentiero Senza Sentiero è lo scherzo più bello dell’universo: Dio si è nascosto dietro i tuoi occhi e ti ha sfidato a cercarlo in ciò che guardi.

Hai meditato, letto, studiato, digiunato, cantato, contorcendoti in origami spirituali, il tutto? Per incontrare Colui che sta leggendo queste parole attraverso di te. La mente ama trasformare l’Infinito in un programma. “Dieci passi verso la quiete”. “Come respirare per raggiungere l’illuminazione”. “Risveglio per personalità di tipo A, B e C”. Ma la Verità non ha bisogno di alcun programma; ha bisogno semplicemente della tua assenza.

Lo scherzo è così semplice e crudelmente tenero. Il cercatore è il ricercato, il pellegrino è il pellegrinaggio, la mappa è stampata sulla tua pelle, il codice è inciso a fuoco nel tuo stesso corpo.

Molti inseguono il Risveglio come se fosse un diploma. Eppure, ogni passo verso la Verità è un passo lontano da essa. Perché ogni movimento implica distanza, e la distanza implica dualità, e la dualità genera separazione. Il Buddha non camminò verso l’illuminazione; l’illuminazione smise di camminare verso il Buddha. Il Cristo non predicava l’Amore, praticava l’Amore.

… La Verità ha bisogno della tua assenza. Il Sentiero Senza Sentiero non riguarda la ricerca di te stesso, riguarda la perdita di tutto quello che non sei in Essenza; personaggi, ruoli, etichette, credenze, tendenze, inclinazioni. Si inizia con uno zaino pieno di idee preconcettualizzate: karma, peccato, colpa, fato, destino, traumi, spese terapeutiche e quell’insegnante di yoga che ha detto che “ci sei quasi”, e quell’altro che ti ha elencato un numero imprecisato di necessarie iniziazioni.

Tuttavia, e oltre tutto, in “zona cesarini” è la Vita che ti aiuta gentilmente a disfare le valigie, un’illusione alla volta, finché tutto ciò che rimane è la satirica e radiosa realtà del tuo Essere.

Non hai bisogno di più saggezza, hai bisogno di meno conclusioni, di meno interpretazioni. Non hai bisogno di salire in paradiso, puoi smettere di immaginare di essere caduto all’inferno. Non hai bisogno di sapere ma di sospendere il giudizio dettato da ciò che credi di sapere. Non si tratta di diventare illuminati, ma di rendersi conto che si è illuminati in ogni momento di Presenza consapevole. Il discepolo chiese: “Maestro, cos’è l’illuminazione?”. Il maestro rispose: “Una bella risata, seguita da un pisolino profondo”. Il discepolo si inchinò, confuso, il maestro russava.

Quindi eccoci qui: nessun sentiero, nessun viandante, nessun cammino. Solo il caffè che si versa da solo, le montagne che ridono tra loro, i cuori che battono il ritmo della Vita. Il Sentiero Senza Sentiero non porta da nessuna parte; e il “nessun luogo” è di certo l’unico vero posto in cui stare davvero rilassati, in pace e in quiete.

Quando finalmente smetterai di cercare, di aggiustare, di controllare, di lamentarti o giudicare per inseguire la perfezione, inciamperai nell’Eternità, allora fumando un ottimo tabacco verserai il caffè e scoppierai a ridere, giacché ti accorgerai che il cosmo applaude e ridendo ti sussurra: Finalmente! Hai capito che è un Gioco