Il nostro Lavoro non mira all’uscita dal mondo o al raggiungimento di una meta lontana, come viene concepito il Paradiso o il Nirvana, ma punta al cambiamento dell’esistenza in maniera non incidentale ma consapevole, in modo da riportare nella quotidianità quegli stati dell’essere agognati da tanti aspiranti spirituali e religiosi inclini alle alte vette dello spirito con l’inevitabile fuga dal mondo.
Spesso la distorsione umana ha ricercato la fine della sofferenza nella liberazione dalla vita, quando invece per stare bene al mondo è necessario realizzare la luce divina presente proprio nella vita, in quel vivere quotidiano che scandisce l’inesorabile battito dei cicli e dunque del tempo.
La nostra Opera vede nella liberazione individuale, attraverso una strutturata individualizzazione, una prima tappa necessaria per accedere ad uno stato di cosxienza superiore, che deve essere per gradi organizzato, stabilizzato e reso attivo; potremmo dire incarnato e sperimentato per identità.
Nell’ascesa verso la Luce il nostro Lavoro, la conoscenza di sé stessi, ripercorre gli stessi sentieri usati dall’Insegnamento della Tradizione, ma considera la liberazione individuale il primo passo per accedere alla discesa dell’energia Divina nella materia che diviene la vera conquista spirituale.
Il Divino, prima solo un’idea amorfa, che si fa presente gradualmente nella vita quotidiana, permeando e trasfigurando sempre più la materia bruta e grezza della personalità ordinaria a propria immagine e somiglianza. Questo è il nostro unico Scopo e la vera conquista del nostro Lavoro: una perfetta unione integrale con il Divino.
In questo modo l’unione integrale con il Divino non ripercorre solamente vecchi cammini ma diventa essa stessa un’avventura della Cosxienza rivolta al Maestro interiore che dimora in ogni uomo, e dunque allo Spirito Trascendente.
Il Lavoro non deve e non può essere un abbandono dell’esistenza, come praticato dagli asceti, ma la perfezione nell’universo attraverso l’esperienza diretta della Vita nella pratica spirituale, e non la fuga dalle difficoltà. È qui, nelle innumerevoli forme della vita, nei nostri corpi, che possiamo svelare la grandezza della Luce divina ed esprimere l’incessante potenza della creazione della Madre Divina.
Non scappare dalle contraddizioni che incontriamo lungo la strada della vita equivale ad imparare a concentrarci nella centralità della visione e a convertire la volontà verso l’unico fine.
Con chiara attenzione, vigilanti, integralmente cosxienti, possiamo fare di ogni dettaglio delle sue forme e di ogni accidente dei suoi movimenti un alimento per il fuoco del sacrificio che brucia dentro di noi.
Se vittoriosi nella lotta, questa terra ci condurrà verso la perfezione, e arricchirà la nostra realizzazione delle prede che strapperemo alle potenze che ci combattono.
Il nocciolo duro di ogni allievo e aspirante che intraprende e prosegue la nostra Via è la paura. Tutti hanno paura della paura, e solo pochi sanno che la paura è il guardiano della Verità: alcuni Iniziati professano che la paura non esiste. In realtà si può aver paura solo di ciò che non si conosce, ma bisogna ammettere che l’unica cosa che non conosciamo veramente è noi stessi, la nostra cosxienza.
La paura è l’emanazione delle parti distruttive che ci appartengono, e dunque risolte tali parti non esiste di per sé. Essa è solo la radianza difensiva dei frammenti oscuri delle nostre incarnazioni, delle nostre vite, i soli movimenti ancora in ombra che possano generare sofferenza. Conoscere se stessi è l’unico modo per vincere la nostra paura e trasformarla in indomito coraggio. Trasforma il lato oscuro di te stesso e sorridi alla paura, poiché colui che è uno col Divino non teme più nulla.